Ponte Carlo

Ponte Carlo, Praga

Fra le fascinose attrazioni che la bella Praga può sfoggiare vi è certamente Ponte Carlo, il più antico e importante, irriducibile trait d’union fra la Città Vecchia e il Malá Strana, erede del primigenio Ponte di Giuditta ma, a differenza del predecessore sopraffatto e distrutto dalla piena della Moldava nel 1342, ancora in piedi e vittorioso finora contro le tremende alluvioni che si sono succedute, ultima quella del 2002, autentica apocalisse d’acqua.

Storia

Il Ponte di Pietra (come veniva chiamato nei primi anni di vita), voluto dal sovrano Carlo IV e realizzato nel 1357 dal celebre architetto Petr Parlér (autore peraltro di altre due meraviglie che rispondono al nome di Cattedrale di San Vito e Castello di Praga), deve la sua portentosa integrità strutturale al materiale con cui è stato edificato, cioè arenaria impastata a tuorli d’uovo (che sia una leggenda o no, ci piace pensare che sia così).

La prima pietra fu posata proprio dal regnante alle ore 5.31 del 9 luglio 1357, numeri che, tutt’altro che casuali, creerebbero un’alchimia matematica correlata a precise analogie prodigiose molto suggestive.

Si ricordi che Praga va a comporre insieme a Torino e Lione il famigerato triangolo magico, che accende immediatamente la curiosità sui misteri costellanti luoghi legati a oscuri esoterismi. Lungo 515.76 metri e largo 9.5, è imperniato su 16 arcate che oscillano fra i 16.62 e i 23.38 metri. Risale al 1723 l’installazione delle lanterne a olio per l’illuminazione, mentre la scalinata conducente all’isola di Kampa è del 1844, preceduta 11 anni prima dalla sostituzione dei vecchi e malandati marciapiedi con lastre di ferro antiscivolo. Il ponte è cLa percorrenza di tram e autobus è interdetta dal secondo dopoguerra; le auto non passano più dal 1965.

Santi e leggende

Alfa e Omega di questo granitico collegamento – al quale si accede attraverso la più bella porta gotica d’Europa – sono costituite da torri (l’una eretta nel XII secolo, l’altra più giovane di 300 anni) abbastanza alte da salirvi per godere di un panorama eccezionale, mentre lateralmente al ponte si susseguono 30 sacre sculture statuarie barocche, simulacri di quelle originali risalenti al XVII secolo e conservate attualmente al Lapidarium del Museo Nazionale a Vyšehrad.

Fanno capolino tra gli altri Sant’Ivo, La Pietà, San Giuseppe con Gesù e San Cristoforo sul lato sinistro, opposti ai santi del versante speculare, dove troneggiano (sempre fra gli altri) Il Barbuto, La Santa Croce, Sant’Anna e San Giovanni Battista.

Ponte Carlo, Praga

La statua più famosa raffigura San Giovanni Nepomuceno rievocandone la storia
commistionata alla leggenda. Costui, vicario generale dell’arcidiocesi di Praga, si oppose al potere oppressivo del re Venceslao IV e per questo motivo venne imprigionato insieme ad altri tre funzionari ecclesiali, torturato (ma nemmeno la bruciatura dei fianchi con il fuoco delle torce lo fece cedere al volere regio), incatenato e infine condotto al Ponte, dal quale venne lanciato nel fiume e lasciato annegare.

Tuttavia un’altra versione della triste e abietta vicenda risulta altrettanto credibile: si racconta, infatti, che Venceslao IV avesse ordinato a San Giovanni di rivelargli quanto proferito in confessione dalla regia consorte e che, ottenuto da parte sua un netto rifiuto, il sovrano ne avesse per contro imposto il taglio della lingua e l’uccisione, con conseguente disfacimento dei resti chiusi in una sacca e gettati nel fiume.

La lingua, si dice, venne trovata molto tempo dopo ancora irrorata di sangue. Qualunque sia la verità, da quel momento, da semplice meta turistica il Ponte Carlo è assurto a vero e proprio luogo di venerazione, ove è presente una lapide con una croce e cinque stelle che conferirebbe – secondo le credenze popolari – fortuna per ben 10 anni a chiunque la tocchi.

Il martirio storico ha suo malgrado contribuito in maniera sensibile a investire il Ponte di un’aura particolare di cui si nutrono le aspettative dei tanti visitatori che ogni anno vi si recano a migliaia, soprattutto perché si tratta di zona completamente pedonale, ideale al tramonto e ancor di più di notte, quando la ressa è pressoché nulla ma ancora indugiano alcuni ardimentosi artisti locali e musicisti che accentuano l’atmosfera quasi mistica. Forse qualcuno potrà addirittura scorgere un Vodink, folletto vestito di verde e con cappello rosso incaricato di trascinare in fondo al fiume Moldava le anime di chi vi annega per chiuderle in grosse pentole. La creatura, maligna o benigna a seconda dei casi, solletica le fantasie dei turisti pur sapendo certa la sua appartenenza alla sfera del folklore.

Come arrivare

Al ponte si arriva a piedi, percorrendo la distanza che separa la fermata Staromestská della Metro A e la fermata Mustek della Metro B dall’attrattiva (tutte le info sulla metro).

Durante il cammino val proprio la pena ammirare strade e scorci della città, le sue luci, le sfumature e le incantevoli eccellenze architettoniche che la rendono così bella.

Tour del Ponte Carlo

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