Piazza della città vecchia

Piazza della città vecchia a Praga

Nella storia evolutiva di Praga, la Piazza della Città Vecchia (conosciuta anche con il nome di Piazza dell’Orologio in quanto ospita il famoso orologio astronomico) ha rivestito un ruolo a dir poco cruciale in relazione allo sviluppo economico, alle dinamiche popolari e, più in generale, alla vita socio-politica che ha saputo accomunare grandi personaggi rappresentativi e proletariato senza fama o prestigio.

Come arrivare

Il consiglio è quello di percorrere a piedi il quartiere Staré Mesto, imboccando la via imperiale della Karlova che conduce direttamente alla piazza.

Se non vi trovaste nelle vicinanze l’alternativa è sicuramente la metropolitana, linea A, che ferma a Staromestska. L’opzione diretta è la linea B verso Nàméstì Republiky.

La storia

Il cuore dello straordinario corpus urbano praghese ha iniziato a pulsare con forza nel X secolo levando le energiche grida di un commercio polarizzato e sintetizzato in uno sterminato mercato dove a darsi appuntamento erano contadini, panettieri, artigiani e, in maggioranza, addetti allo smercio del pesce, tutti riuniti in un’area che ha assunto un carattere residenziale soltanto a partire dal XII secolo vedendo prosperare agglomerati abitativi e unità residenziali.

Siamo nell’epoca della sussultoria emancipazione del Rynk (Piazza del Mercato), in grado di accrescere la propria incisività sull’abitato a tal punto da mutare più volte il nome identificativo fino a un catartico Staroměstské námestí.

La Piazza ha dunque finito col pretendere un’identità forte e definita dalla costruzione del Municipio (simbolo della vita politica) e della chiesa della Vergine Maria di Týn (caratterizzata da due torri in facciata sormontate da guglie in stile gotico), così da tenere a battesimo eventi altisonanti come il passaggio dei reali boemi in transito prima dell’arrivo al castello, ma altresì accadimenti drammatici che ne hanno tristemente segnato la memoria, come la decapitazione di 27 esponenti della mancata rivoluzione ussita, avvenuta nel giugno del 1621.

Si spiega a questo proposito la presenza delle 27 croci impresse sul marciapiede municipale, una vergogna storica che ancora echeggia quando la contemporaneità consegna alle cronache fatti di crudeltà e barbarie collettive.

Piaghe ed estasi a parte, la Piazza della Città Vecchia è un luogo eletto, per non dire predestinato a simboleggiare il fulcro principale di una capitale ceca a più riprese riqualificata, epurata da logiche antiquate eppure immane al fascino del passato trasposto nell’era moderna. Il nome stride, poiché la piazza stessa risulta molto più avveniristica di quanto si creda o si evinca, in pari con le esigenze di un turismo incrementato di anno in anno, volenteroso di incontri ravvicinati con la miriade di punti d’interesse su cui la Staroměstské námestí ha imbastito e modificato il proprio blasone.

Cosa vedere: i monumenti principali

L’orologio astronomico

Orologio Astronomico, Piazza della Città vecchia
Orologio Astronomico

Negozi, vetrine, caffè e boutique s’incastonano in un tessuto storico ch’è la fotografia in miniatura di un intero paese, incorniciata da un parterre di monumenti ammirabili comodamente seduti su una panchina al sole del mattino o in una sera illuminata dalla luce dei lampioni, o ancora ai piedi di ciascun emblema praghese.

Il tempo qui è un reale valore scandito dai rintocchi dell’eccezionale Orologio Astronomico, insito nella parte gotica della casa municipale e meraviglia meccanica che ogni ora, dalle 9 alle 23, dà vita a un gioco altamente mistico-religioso dettato dalla comparsa e alternanza di figure simboliche come i 12 apostoli cristiani (il corteo apostolico) e icone ancestrali quali il sole e la luna a sormontare i 12 medaglioni raffiguranti ciascuno uno specifico mese.

L’orologio, il quadrante e le figure animate sono inscritte in un meccanismo complesso realizzato nel 1410 dal maestro Mikulas Kadan in collaborazione con il docente di matematica e astronomia Jan Sindel. Una leggenda indica tale Hanus quale reale ideatore dell’Orloj nel 1490, una falsità storica che ha però dato adito al fatto secondo cui egli sarebbe stato accecato dai governanti di Praga per evitare una replica dell’orologio, scatenando la vendetta della vittima, consistente nel danneggiare il meccanismo fermando l’orloj fino alla supplica dei suoi aggressori, che lo indussero a riattivarlo garantendogli nuova prosperità lavorativa.

L’architettura della piazza

Statua Jan Hus
Statua di Jan Hus

Mette una certa soggezione la figura scultorea dedicata all’innovatore religioso Jan Hus, martire del Concilio di Costanza che gli imputò eresia condannandolo al rogo nel 1415 ma non impedendogli di essere ricordato a cinque secoli di distanza. Mitiga l’aura di sacrificio la chiesa di San Nicola, la cui ventata barocca arricchisce il panorama affacciandosi in aggraziata punta di piedi sulla piazza, entrando in sintonia con Palazzo Kinský, lampante esempio di architettura rococò, non invasiva ma certamente superba.

A dominare la scena sia per numero che per evidente aspetto estetico sono le cosiddette Dům (casa), edifici molto particolari che non possono essere assimilati agli altri per via delle specifiche caratteristiche in grado di accomunarle.

Tutte posseggono in qualche modo vestigia gotiche marcate, eppur inevitabilmente contaminate da correnti di epoche avvicendatesi lasciando ognuna una sorta di eredità: Casa Vilímkovský, per esempio, fonde il gotico con il rinascimentale prevedendo anche il barocco, seguendo così un trend stilistico che sintetizza il progresso delle concezioni architettoniche in un contesto di simbiosi atipico ma sorprendente la cui affezione pervade anche la Casa del Bue, la Casa dell’Angelo d’Oro (al cui interno vi si trova perfino un ristorante ai più conosciuto), dell’Oca Azzurra, della Volpe Rossa, del Cammello d’Oro e delle Cicogne.

L’elenco è lungo ma val la pena citare ancora la Casa da Lazzaro (il cui nucleo principale introduce un ulteriore stile, il romanico), la Casa all’Unicorno, al Tavolo di Pietra e all’Agnello di Pietra. L’ex convento Paolino rappresenta invece l’unico edificio che conserva l’originalità del primigenio impianto strutturale.

Tour della Piazza della Città Vecchia

Mappa: cosa vedere nelle vicinanze

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