Malà Strana

Malá Strana, Praga

Scrivi un commento per primo / di Carlo Galici / aggiornato: 10 Maggio 2019

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A rappresentanza di una specialissima categoria di centri urbani, Praga risulta la città per eccellenza, misteriosa, eccitata ed eccitante, composizione ragionata di nuclei abitati, zone e aree che ne tessono l’ineguagliabile bellezza.

La sua divisione in quartieri che hanno nel tempo contribuito a tracciarne l’identità storica crea un ordine precostituito di indirizzi d’interesse per il turista più “affamato” di meraviglie. Malá Strana è uno di quei quartieri.

Cosa vedere a Malà Strana

Il quartiere mette davvero in imbarazzo… sì, l’imbarazzo della scelta! Talmente tante sono le attrattive da confondere piacevolmente le idee del turista, che di primo acchito non sa proprio da dove partire.

Beh, considerando un ipotetico tour da consigliare, è bene partire dal Ponte Carlo, porta d’accesso alla Malostranske Namesti, ovvero la piazza che fa da cuore pulsante della Città Piccola, una bomboniera contornata da bellissimi edifici d’impronta barocca con un pizzico di rinascimento: la parte alta vede una delle più eleganti vie della città, via Nerudova, salire serpeggiando agilmente fino al sormontante Castello di Praga.

Tale via prende il nome del poeta locale Neruda (da non confondere con il ben più famoso Pablo, che da esso evinse lo pseudonimo) e si distingue per le caratteristiche casette che vi si affacciano ridenti, a cominciare dalla Casa del Gatto, in cui è ospitata una fra le birrerie più gettonate del centro urbano; in successione ecco la Casa all’Ancora d’Oro, la Casa Alla Chiave d’Oro e Alla Ruota d’Oro, Al Leone d’Oro e Al Gambero Verde.

Palazzo Wallenstein
Palazzo Wallenstein

A livello di architettura tout court va fatta un’opportuna distinzione fra architettura civile e religiosa di radice comune ma di diverso sviluppo.

Della prima fanno parte l’ex municipio di Praga (il Radnice, oggi sede di un locale dove si tengono concerti di musica live), Palazzo Liechtenstein (che prende il nome da Karl Liechtenstein, conosciuto come il “governatore insanguinato”, esecutore della decisione di Ferdinando II di far uccidere i congiurati sopravvissuti ai fatti della Montagna Bianca), i palazzi Schonborn e Lobkowitz (sede l’uno dell’ambasciata americana, l’altro dell’ambasciata tedesca) e, dulcis in fundo, Palazzo Wallenstein, considerato a ragione il più importante, che oggi ospita il senato ceco e riserva una visita assolutamente da compiere ai suoi splendidi giardini. A breve distanza sorge il Museo Franz Kafka, dedicato al celebre scrittore.

Le chiese di San Nicola e San Tommaso

Gli edifici sacri più rappresentativi sono le chiese di San Nicola e San Tommaso. La chiesa di San Nicola invita a entrare per quanto bella esteriormente ma nessuno immaginerebbe la magnificenza dei suoi interni, tale da lasciare a bocca aperta.

Vi è presente un prestigioso organo a canne suonato in passato niente meno che dal compositore Wolfgang Amadeus Mozart.

Le dimensioni di questo edificio sono in antitesi con quelle della chiesa di San Tommaso, molto più piccola, di origine gotica, condensata di un’insana molteplicità di decorazioni che ovunque si fanno sentire abbellendo ogni spazio.

A margine del tour ma non meno importanti risultano l’isola Kampa (alla sinistra del Ponte Carlo) con il Kampa Museum sfoggiante arte contemporanea, e la collina Petrin, parco raggiungibile con la funicolare in partenza da via Ujezdt e nel quale è ubicata la torre del Belvedere, imitazione della parigina Tour Eiffel dalla cui altezza di 60 metri si può ammirare lo skyline praghese.

Dove soggiornare

Il quartiere pullula di strutture ricettive dove poter risiedere per tutto il tempo di permanenza in città.

L’Hotel Residence Malá Strana si trova in Melnicka 9 all’interno di un antico palazzo ubicato nelle immediate vicinanze del Ponte Carlo, della Chiesa di San Nicola e dei principali poli commerciali, coronato da locali, pub e ristoranti.

Per una splendida vista sul fiume Moldava, l’ideale è l’Hotel Kampa Garden, posto sull’isola omonima a U Sovových Mlýnu 9, una struttura dall’ottimo rapporto qualità-prezzo in relazione all’ordine delle camere e ai servizi associati (molto gradito il wi-fi gratuito).

Per un soggiorno più in grande stile ecco il Design Hotel Neruda, sulla Nerudova al 44, incastonato in un edificio trecentesco a due passi dal Castello di Praga, comunque moderno e con tanto di area benessere per coccolarsi.

Un tre stelle alquanto elegante è l’Ibis Praha in Plzenska 14, che vanta un ristorante – l’Estaminet – dove assaporare piatti della tradizione nostrana ma anche squisitezze internazionali.

I nostalgici puntino sull’Hotel Roma Praga, piccolo ma estremamente confortevole, proprio al centro del quartiere e con la possibilità di sintonizzarsi in camera sui canali tv italiani per poter essere aggiornati riguardo alle notizie del Belpaese.

Come arrivare

Al quartiere si può arrivare sia in metropolitana con la linea A che ferma alla stazione Malonstranská, sia con i mezzi di superficie, nel caso il tram 22, che percorre il centro storico.

Storia del quartiere

Malá Strana – letteralmente Città Piccola – ha assunto il proprio caratteristico nome a partire dal ‘300 dopo essere stato precedentemente riconosciuto quale “nuova città sotto il castello”.

Dapprima contraddistinto (parliamo al maschile per indicarne la precisa connotazione di quartiere) da un impianto architettonico piuttosto arcaico e tradizionale, ha dovuto subire l’”ardente” furia di un impetuoso incendio che nel 1541 distrusse buona parte degli edifici: una disgrazia o… forse no, poiché quell’avvenimento segnò essenzialmente la sua riedificazione, insomma una fenice in grado di rinascere dalle ceneri sotto un’innovativa veste rinascimentale, a cui seguì quella marcatamente barocca post Controriforma, segnata dalla vittoria di Ferdinando II d’Asburgo nella battaglia della Montagna Bianca.

Malá Strana assurse da quel preciso momento a quartiere esclusivo, prediletto dalla frangia aristocratica praghese, pronta a costruirvi sontuosi palazzi e futuri emblemi del potere governativo in parallelo alla volontà della Chiesa di imporre il proprio credo sui protestanti in fuga.

La sua epoca d’oro s’identifica pienamente nei secoli ‘600 e ‘700, dopo i quali l’autorità boema si trasferì a Vienna portandosi dietro le cosiddette “famiglie bene” e lasciando campo libero alla borghesia.

In virtù dei consecutivi mutamenti, oggi Malá Strana si presenta suscettibile di lecita ammirazione per un apparato complessivo ch’è approdato alla modernità rimanendo semplicemente superbo, costellazione di costruzioni e monumenti tutti da vedere.

Tour di Malá Strana

Mappa: cosa vedere nelle vicinanze

  

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