Quartiere Ebraico

Josefov, il quartiere Ebraico di Praga

2 commenti / di Carlo Galici / aggiornato: 18 Marzo 2019

Praga ha risentito nel tempo di diverse influenze storiche addotte da migrazioni di popoli, dictat imperiali e stravolgimenti sociali condizionati da condotte politiche sempre in odore di rivoluzione. Va da sé che la capitale dell’odierna Repubblica Ceca abbia dovuto conseguentemente attingere alle diverse turbolenze epocali per poter plasmare una propria ragion d’essere e diventare la bellissima città che attualmente delizia come poche altre l’esprit de voyage del turista cosmopolita in cerca di nuove stimolanti sensazioni.

Praghese è l’intrattenimento, praghese è la cultura, la meraviglia, l’arte ma, forse prevalente, è la riflessione storica focalizzata su un passato spesso e volentieri zampillante di accadimenti tragici, atti ferocemente dimostrativi e manifestazioni di crudeltà insite nel clamoroso conflitto fra uomini e, ancor più, fra etnie. A suffragio del preambolo si pone una porzione cittadina unita eppur distinta rispetto al complessivo contesto urbano, lo Josefov, il quartiere ebraico che prende il nome dal suo concessionario, Giuseppe II.

Storia

Esso si pone quale sorta di “città nella città” (la Jewish Town), capace di accogliere a inizio ‘400 una comunità sparsa fino a quel momento allo sbando, senza terra, senza meta e sistematicamente cacciata. Pur raccolta in uno spazio finalmente definito, la popolazione semita qui ha seguitato tristemente a conoscere le angherie, le brutalità e le barbarie dei cosiddetti “intolleranti alla razza”, in grado di produrre nel giorno di Pasqua del 1839 oltre 1.500 vittime ebree.

Ricostruito a cavallo fra ‘800 e ‘900 secondo un modello similare alla concezione urbana parigina, il Jewish Quarter ha in quel momento già una lunghissima storia, destinata purtroppo a sfociare in tragedie ben peggiori rispetto alle precedenti conoscendo la vera ghettizzazione operata dall’orda nazista e, secondo le logiche di una reale mietitura razziale, un velenoso vento di atrocità ignobili.

Oggi i vicoli, le viuzze e le strade del Quartiere conservano la memoria della sordida gravità storica, ergo i tour nei suoi meandri appartengono alla sfera esclusiva di quei viaggi turistici che dividono il piacere del vagheggiare dalla meditazione per ciò che fu. Si tratta di un luogo estremamente suggestivo, indubbiamente bello da vedere, coinvolgente e reso ampiamente moderno grazie all’implementazione sistematica di negozi, ristoranti e caffetterie inserite in un tessuto a ogni modo serratamente conservativo nelle sue vetuste fondamenta.

Le sinagoghe

Sinagoga Klausen
Sinagoga Klausen

Imperniata su elementi altamente commemorativi e dal pregnante valore trattatistico-religioso, l’architettura strutturante il Quartiere Ebraico si fonda innanzitutto su cinque importanti edifici rispondenti ad altrettante sinagoghe.

La Sinagoga Vecchia-Nuova

La più sensazionale delle sinagoghe è certamente la Sinagoga Vecchia-Nuova, la più antica in ambito europeo: in parte a livello e in parte interrata, vive di luce soffusa e al suo interno tutto, dalle panche impolverate agli arredi, è al servizio di celebrazioni liturgiche mai tramontate, perpetranti una fede rimasta intatta nei secoli.

Sinagoga Spagnola

Nemesi diretta è la Sinagoga Spagnola, ovverosia la struttura più giovane della zona, realizzata in stile moresco e decorata con forte predominanza di motivi in oro contornati da linee purpuree.

Sinagoga Pinkas

Assai evocativa è la Sinagoga Pinkas, le cui pareti costituiscono un commovente memoriale sul quale sono riportati i nomi di 77.000 individui schiacciati e letteralmente spazzati via dalla violenza nazista. Davanti a un numero così elevato il cuor si stringe, ma lo struggimento sovviene impetuoso di fronte ai disegni dei bambini deportati nel lager di Terezin, elaborati custoditi nel piccolo museo interno alla sinagoga.

Sinagoga Maisel

La Sinagoga Maisel è quella che più di tutte ha risentito dello scorrere del tempo, abbisognando ciclicamente di interventi di restauro e trattamenti per i complementi lignei.

Sinagoga Klausen

Ben conservate si palesano invece la Sinagoga Klausen e la Sala delle Cerimonie, considerate i forzieri della vita ebraica perché ricche di oggettistica e cimeli di richiamo artistico che riflettono le consuetudini catartiche di un popolo molto devoto e dedito a precisi riti.

L’Antico Cimitero

Antico cimitero Ebraico

Un capitolo a parte riguarda la principale attrattiva del Quartiere Ebraico, cioè l’Antico Cimitero, una necropoli dove prendono posto oltre 12.000 lapidi di pietra addensate in pochissimo spazio, tant’é che le salme tumulate risultano in numero nettamente maggiore e deposte per più di dieci strati di terra in un arco di tre secoli e mezzo. L’atmosfera che si respira cristallizza misticismo e magia, incarnati da aneddoti e leggende, una delle quali chiama in causa il rabbino Löw e la sua creatura di fango e argilla, il famigerato Golem, creato per preservare l’incolumità del popolo ebreo ma, purtroppo, rivelatosi fallimentare e annientato dal suo stesso creatore. I resti di questo enorme gigante venerato e allo stesso tempo temuto si troverebbero all’interno della Sinagoga Vecchia-Nuova, veterana, come detto, dell’architettura del quartiere.

Come arrivare

Avvalersi della linea A della metropolitana, la cui fermata più vicina al nucleo centrale del quartiere è la Staromestska; i mezzi di superficie più indicati sono i tram, nella fattispecie il 17 e il 18 per Namesti Jana Palacha.

Tour e biglietti per il Quartiere Ebraico

Mappa: cosa vedere nelle vicinanze

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