Palazzo e giardino Wallenstein

Giardino di Wallenstein

Scrivi un commento per primo / di Carlo Galici / aggiornato: 22 Settembre 2017

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Celebrare i massimi edifici e monumenti della cara vecchia Praga trascurando i relativi “contorni” equivale a omettere tutta quella porzione cittadina che, in diversi punti del grande agglomerato ceco, ha contribuito a fare – non solo in generale – la storia di un intero paese infondendo sicura suggestione e meraviglia con l’applicazione del cosiddetto “valore aggiunto”, una manna per qualunque località voglia imporsi nel panorama turistico mondiale con disinvoltura.

La storia

Detto ciò s’introduca la trattazione della principale dote del fastoso Palazzo Wallenstein, ovverosia l’omonimo giardino emerso in parallelo alla costruzione dell’edificio, nel periodo compreso fra il 1623 e il 1629 ch’è emblematico per il sorgere e conseguente perseverare dell’influente corrente barocca di stampo boemo.

Il Giardino ne rappresenta perciò il marcato simbolo supremo, appendice vitale di quello oggi configuratosi e affermatosi come sede del Senato nazionale per merito ideativo e creativo di un personaggio noto quanto potente, Albrecht di Wallenstein.

Costui venne assassinato per ordine dell’imperatore Ferdinando II, il quale riteneva il duca una personalità altamente pericolosa per la lucidità con cui ragionava, invisa all’altrettanto predominante personalità imperiale poco avvezza a coltivare menti scomode all’autorità. Vengono subito in mente fastose aree di ricreazione regia, prima fra tutte i Giardini di Versailles, eletto comprensorio di riferimento nonché riconosciuto modello universale in ambito europeo, eppure il Valdstejn sa incantare quasi nel medesimo modo e con il merito di farlo nonostante le più esigue dimensioni, che non sempre contano come recita il famoso detto.

Il giardino

Spazio allora a esaminare un luogo che può essere tranquillamente inteso come oasi pacifica dai tratti estetici notevoli proprio nel cuore del quartiere Mala Strana dove, protetti da imponenti mura bianche che creano una barriera isolante da caos e resse, appaiono timidi vialetti che definiscono un fantasmagorico percorso delimitato da siepi folte ma curatissime, serpeggiante intorno alla loggia, a sistemi di composizioni floreali e spazi battuti perfino da eleganti pavoni piacevolmente vanitosi, specialmente se in presenza di turisti rapiti dal regale piumaggio.

L’echeggiante bellezza di quest’attraente giardino è rinvigorita dall’ubicazione stoica di una grotta artificiale, coccolata in esterna dallo scroscio dell’acqua zampillante dalla fontana della Venere bronzea che introduce a un’ampia galleria di sculture realizzate dall’artista Adrian de Vries.

Giardino Wallenstein

In verità i visitatori possono ammirare soltanto delle copie, poiché quelle originali, loro malgrado, vennero razziate dalle milizie svedesi nel corso della furiosa Guerra dei Trent’anni: poco male perché anche le copie di capolavori hanno fascino da vendere e appeal magnetico che fanno dimenticare questo trascurabile dettaglio. Un’oasi intima, come detto, nella quale gli input dell’architettura aderiscono alle longeve armonie tracciate dalla complessiva geometria dell’intera area verde, scandita da vialetti ampi e un grazioso laghetto sotto scale a chiocciola che paiono discendere dal firmamento celeste.

Le moderne e contemporanee esigenze non hanno tardato a farsi sentire, cosicché la vasta Sala Terrena funge oggi da autentico palcoscenico adatto a ospitare e far da sfondo a manifestazioni, mostre e soprattutto concerti che riducono la distanza fra la cultura dell’arte matura e lo svago giovanile, instaurando una coincidenza molto favorevole alla crescita dell’interesse generale per una zona assolutamente da valorizzare in tutto il suo splendore.

Culmine di questa logica incontrista è il “Giardino segreto”, che allieta ulteriormente la visita palesando giochi d’acqua, rocce scolpite tanto da imitare le forme animalesche e le atipicità delle figure mitologiche. Trovano posto anche il padiglione degli affreschi, raffiguranti Giasone e gli Argonauti alla ricerca del Vello d’Oro, e le vecchie scuderie che custodiscono dipinti della Galleria Nazionale.

Il Giardino di Wallenstein risulta uno di quei frutti del genio umano che fanno gridare letteralmente al miracolo, alle potenzialità pratiche della vena creativa e all’ammirazione di un’Unione Europea che nel 2000 ha conferito a Praga – grazie allo sconfinato ventaglio di edifici architettonici e opere d’arte senza tempo – il titolo di “Città Europea della Cultura”, traguardo più che scontato se pensiamo a quanto ricco sia il contesto.

Come arrivare

Molto facile raggiungere l’attrattiva: il mezzo più adatto è la metropolitana, la cui fermata Malostranska si trova proprio in prossimità dell’ingresso ai giardini.

Informazioni utili

Il giardino è a ingresso libero ed è accessibile esclusivamente da aprile a ottobre, dal lunedì al venerdì con orario 7.30 – 18.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00. Da giugno a settembre l’orario del weekend è prolungato fino alle 19.00.

Tour del Giardino di Wallenstein

Mappa: cosa vedere nelle vicinanze

 

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