Fortezza di Vyserhad

Fortezza di Vysehrad

Scrivi un commento per primo / di Carlo Galici / aggiornato: 22 Settembre 2017

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A Praga sono due gli edifici che si contendono lo scettro di migliore complesso fortilizio della grande città ceca: il castello di Praga e la fortezza di Vysehrad (Castello Alto). Entrambi bellissimi, imponenti e prodighi di leggende, hanno ognuno una precisa storia che, spesso e volentieri, si è fusa con le sfaccettature dei miti nazionali alla base del folclore popolare.

Storia

La più giovane fortezza è arroccata in posizione predominante, su un’altura superiore al fiume Moldava che sovrasta l’abitato. La sua nascita risale al X secolo ma è nel successivo centennio che si incominciò a conferirle la giusta importanza grazie all’insediamento di Vratislav I, primo regnante della florida dinastia boema.

Come molti castelli sparsi in Europa, anche Vysehrad ha dovuto sottostare alle volubili nevralgie dell’epoca, incontrando più volte le pericolose spire del dimenticatoio entro vuoti d’aria dettati dalla storia e, gioco forza, imposti dalla maggior rilevanza della roccaforte di Praga. Le maglie della subordinazione si allentarono grazie a Carlo IV e alla volontà di riportare in auge la sede dei Premyslidi, firmando un regio decreto atto all’obbligo di pellegrinaggio a Vysehrad imposto ai successori la sera prima dell’effettiva incoronazione, e l’esempio attuativo lo diede proprio lui.

Le porte

Porta Tabor e muro della Fortezza di Vyserhad
Porta Tabor e muro della Fortezza di Vyserhad

Questo complesso possiede indubbiamente delle eccezionalità che ben si sposano con le quiete permanenze della collina sulla quale è stato costruito: parliamo di un sistema ben lontano dal caos cittadino, un’area verde dove il silenzio rappresenta il più pressante rumore. Conta molteplici accessi che si traducono nella Porta di Tabor, nei resti della Porta delle Sommità e nella meravigliosa Porta Leopoldina. Una spessa cinta muraria percorribile tranquillamente a piedi conduce al basamento del vecchio Palazzo Reale, che reca traccia di gloriose torri di guardia comprendenti il Bagno di Libuse.

La chiesa

Chiesa di S. Pietro e Paolo
Fulcro indefesso è la chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo, similare per struttura e dignità a una cattedrale somma. Ha visto la luce nel 1080 sotto Vratislav II nella sua veste romanica, ma una necessaria ricostruzione nel 1885 gli attribuisce ora un impianto prettamente gotico nella sua più moderna accezione e una facciata che palesa in pompa magna le due magnifiche torri a guglia, chiamate “Adamo” ed “Eva”.

Dagli interni sontuosi e dalle mura possenti, rivela un grembo che sfoggia una preziosissima pletora di decorazioni che vanno da elementi marcatamente templari a opere esponenti della pittura gotica datata XIV secolo, come l’immagine evocativa della Vergine Maria dipinta (così afferma la leggenda) da San Luca. Si tratta di un’icona molto rappresentativa, chiamata in causa specialmente nei periodi di stretta siccità al fine di liberare la pioggia e ancora oggi portata in processione tra canti e preghiere.

E’ poi interessante soffermarsi su quanto soggiace alle fondamenta della basilica, vale a dire la cripta assurta a luogo di riposo eterno per la casata dei sovrani Premyslidi, di cui fanno parte il già menzionato Vratislav II, Corrado, Sobleslav I e Sobeslav II. E’ sempre la leggenda a prendere il sopravvento intromettendosi nella cronachistica storica e indicando nel sarcofago romanico accanto all’altare la deposizione dei resti di Longino, il soldato romano che fu reo di aver trafitto il costato di Cristo morente sulla croce, salvo poi esser colto da quel pentimento complice della sua conversione al Cristianesimo.

Tale versione stride con la verità storica, ma le teorie risultano le più disparate e le suggestioni fanno a ogni modo capolino. In posizione sud rispetto alla chiesa si spandono i Giardini di Vysehrad, mentre a settentrione del parco s’erge la Porta di Mattoni, che ospita una mostra permanente incentrata sulla storia della fortezza.

La Rotonda di San Martino

rotonda di s martino, fortezza vysehrad
Rotonda di San Martino

Vysehrad, sacra terra di moti leggendari e fibrillazioni emozionali, glorifica la fortezza, le sue mura e ogni promiscuità esteticamente impeccabile. In tal senso è doveroso puntare l’encomiante dito sulla Rotonda di San Martino, virtuale coscritta del fortilizio, un’autentica sopravvissuta della storia scampata alla distruzione e valida serva del dictat militare durante la feroce Guerra dei Trent’anni, nel corso della quale assolse la funzione di magazzino per le munizioni.

Quasi kafkiana la sua trasformazione in luogo sacro per l’assorbimento al capitolo di Vysehrad, in seguito a cui andò incontro a uno strutturale rinnovamento adempiuto dall’architetto Antonin Baum.

Ne derivano proporzioni rivoluzionate, un diametro interno di 650 metri, una profondità absidale di 220 cm e uno spessore murario di 97 cm. Certo i quadri di Konig ed Herman spiccano per beltà cosiccome la pala d’altare di Sequens, eppure l’appeal turistico è tutto per quella palla di cannone murata sopra il portale per ricordare l’assedio prussiano del 1757.

Il Cimitero e le Casematte

Ingresso delle Casematte, Fortezza Vysehrad
Ingresso delle Casematte, Fortezza Vysehrad

Tour finito? Neanche per sogno, poiché nel locus amoenus di Vysehrad coesistono il celeberrimo cimitero e le casematte. Il primo, costruito nel 1870, è in sostanza un’area sepolcrale sul quale si adagia un tappeto di tombe di marmo confinate entro una corona di splendide arcate con volte a crociera massicciamente decorate e pilastri in pietra arenaria di richiamo toscano. Qui riposano le spoglie di ben 600 illustri personalità del mondo delle arti, della scienza, della letteratura ma anche della musica, della medicina e del teatro, uniti in un consesso di anime in pace.

Il giro si conclude con le Casematte, settecentesche, che intrecciano un fitto sistema di gallerie sotterranee apparentemente anguste (sono alte solo 2 metri) ma dotate di feritoie, confluenti in una grande stanza di poco più di 300 metri quadrati, dove storicamente venivano adunati i militi dell’esercito e stipate le derrate alimentari. Uno spazio incredibile, questo, accessibile ai visitatori dalla fine del XX secolo dopo un ingente sforzo restaurativo. Le Casematte ospitano un ambiente particolare, il Gorlice, che custodisce niente di meno che buona parte delle statue originali del Ponte Carlo, raccolte in un’esposizione assolutamente fantastica.

Informazioni utili

Orari

Il complesso è visitabile nel periodo novembre-marzo tutti i giorni della settimana dalle 9.30 alle 17.00, mentre fra aprile e ottobre l’orario è prolungato fino alle 18.00.

Prezzi

Il biglietto d’ingresso è gratuito, a eccezione dell’accesso alla chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo, che prevede un costo di 50 corone, 30 se ridotto, 100 a valenza familiare.

Dove si trova e come arrivare

Si trova in V Pevnosti 159/5b CZ 128 00 Praga ed è raggiungibile con la metropolitana attraverso la linea C (metro rossa) o i tram 7, 8 o 24 per Albertov, tram 3, 7, 16 0 17 per Vyton.

Tour della Fortezza di Vysehrad

Mappa: cosa vedere nelle vicinanze

 

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